Il gioco d’azzardo sta tornando in Cina
Il gioco d’azzardo sta tornando in Cina per la prima volta dalla salita al potere del Partito Comunista, nel 1949.
Fino ad ora, le uniche scommesse possibili erano le lotterie sportive gestite dallo Stato, particolarmente popolari in tutta la Cina.
Lo scorso fine settimana, le autorità governative hanno portato avanti i loro piani per consentire il gioco d’azzardo, una volta deriso come feudale, coloniale e retrogrado, nel tentativo di rafforzare le entrate del governo locale.
I funzionari governativi hanno visto il successo del Jockey Club di Hong Kong, che ora il più grande contribuente singolo dell’isola.
Qin Zunwen, un ricercatore, ha detto che un’azienda governativa di scommesse ippiche, potrebbe creare tre milioni di posti di lavoro e reddito annuo di 8,5 milioni di sterline, o quasi 20 milioni di dollari.
La città centrale di Wuhan, una volta divisa tra potenze europee come una “concessione” o insediamento coloniale e residenti britannici, si è trasformata in centro per le gare ippiche alla fine del XIX secolo, e ora ospita gare due volte a settimana.
Nel linguaggio politico cinese, la parola “gioco d’azzardo” non è in uso. Le corse dei cavalli sono descritte come ” riunioni per gare ippiche commerciali” o “lotterie ippiche”.
L’apertura di questo fine settimana sarà caratterizzata da sette gare, e premi per un totale di 11.500 sterline, circa 25.000 dollari. Ogni settimana si terranno dalle cinque alle sette corse di cavalli.
Shenshun Wang, vice direttore dell’ufficio dello Sport di Wuhan, ha detto che le gare di questo fine settimana saranno “un esperimento nella commercializzazione delle corse di cavalli in Cina”.
Non è entrato nei particolari.
“E’ una cosa nuova per il popolo”, ha detto Deng Shentao, un avvocato quarantenne di Wuhan. “Sono interessato a comperare un cavallo e partecipare alle gare. Deve essere più divertente dell’investire in proprietà o azioni”.
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