La Cina allarga il divieto di scommesse online: sotto accusa i motori di ricerca
La Cina sta tentando di bloccare gli accessi internet verso casinò online, pornografia, dissenso politico, e qualsiasi cosa che il governo consideri insana.
Ma il materiale continua a passare nonostante i filtri del paese e le spie della rete, un gruppo di agenzie guidate dal Ministero per la Pubblica Sicurezza dà la colpa di questo a Google. I funzionari cinesi suggeriscono che Google ed il motore di ricerca cinese Baidu stiano contribuendo al problema.
Il ministero e le agenzie governative hanno detto che la censura si è resa necessaria dato che “avevano promesso di purificare l’ambiente culturale di internet e di proteggere lo sviluppo sano dei minori.”
Questa sembra essere la solita traballante scusa usata dai governi di tutto il mondo quando si tratta di censurare la comunicazione, dal partito laburista australiano al “belato” di Spencer Bachus che sta alla guida dei diritti religiosi della repubblica. Perché il Ministero della Pubblica Sicurezza ha questo nome? Perché il nome KGB era già stato preso!
Il Centro Cinese sull’Informazione Illegale ha detto che Baidu e Google fornisco link a numerosi siti illegali. Il concetto di informazione illegale è ufficialmente riconosciuto negli Stati Uniti? Certamente sarebbe anticostituzionale.
Eppure gli attacchi cinesi contro il motore di ricerca indicano quale sarà il prossimo passo, e cioè che i link a qualsiasi sito porno o di gioco d’azzardo diventeranno censurabili ed illegali.
Speriamo che gli Stati Uniti cambino le loro posizioni prima che le informazioni illegali si diffondano! Dopotutto siamo and un passo dal “reato di pensiero”; forse Orwell era solo in anticipo.
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